Il plasma è la componente liquida del sangue, che rappresenta circa il 55% del suo volume totale.
È costituito per il 90% da acqua, per il 7% da proteine e per il restante 3% da vitamine, ormoni e sostanze nutritive.
Tra le principali proteine plasmatiche si trovano:
- Albumina
- Immunoglobuline
- Fattori della coagulazione
- Altre proteine con attività biologica specifica
Il plasma ha un ruolo essenziale nel trasporto di nutrienti, ormoni e prodotti di scarto, oltre che nel mantenimento dell’equilibrio idrico e acido-base dell’organismo.
Dal plasma donato si ottengono i Medicinali Plasmaderivati (MPD), farmaci biologici prodotti attraverso un processo industriale complesso che prevede il frazionamento e la purificazione delle proteine plasmatiche.
Questi farmaci sono impiegati nel trattamento di numerose patologie croniche e acute, e nella maggior parte dei casi non esistono alternative sintetiche.
Principali plasmaderivati
- Albumina – utilizzata in caso di cirrosi epatica, shock, ustioni, ittero neonatale e sindromi da malassorbimento.
- Immunoglobuline – impiegate nella terapia delle immunodeficienze e in malattie autoimmuni (disponibili per via endovenosa o sottocutanea).
- Antitrombina III – indicata nel trattamento di carenze congenite o acquisite di questa proteina.
- Fattori della coagulazione (VIII, IX e complesso protrombinico) – fondamentali per la cura dell’emofilia A e B e di altri disturbi emorragici.
- Alfa 1-antitripsina – utilizzata nel trattamento del deficit di questo enzima.
- Fattore di Von Willebrand – impiegato nelle terapie per i deficit ereditari di questo fattore.
Tutti i farmaci plasmaderivati sono ottenuti mettendo insieme le donazioni di molti donatori (pool di plasma umano), e la loro produzione richiede controlli rigorosi e tempi di lavorazione che possono superare i 10 mesi.
Il plasma è una risorsa biologica non riproducibile in laboratorio: non esiste un’alternativa artificiale.
Per questo la disponibilità di plasmaderivati dipende esclusivamente dalla generosità dei donatori.
Le esigenze terapeutiche sono in costante crescita, a causa di:
- aumento delle diagnosi di patologie immunitarie e coagulopatie,
- invecchiamento della popolazione,
- nuove indicazioni cliniche per i farmaci plasmaderivati.
Per curare un solo paziente con emofilia servono circa 1.200 donazioni di plasma ogni anno, mentre per una persona con immunodeficienza primaria ne occorrono oltre 130.
Garantire un’adeguata raccolta significa assicurare l’autosufficienza nazionale nella produzione dei farmaci plasmaderivati e ridurre la dipendenza dall’estero.
In Italia la raccolta del plasma avviene esclusivamente tramite donazione volontaria, anonima e non remunerata, secondo il modello pubblico di donazione.
Il plasma raccolto viene destinato a due canali principali:
- Uso clinico diretto (circa il 20%), per trasfusioni terapeutiche.
- Industria farmaceutica (circa l’80%), dove viene frazionato per la produzione di plasmaderivati.
Le Regioni stipulano convenzioni con le aziende del settore per la lavorazione del plasma raccolto sul territorio nazionale.
L’Emilia-Romagna, grazie alla partecipazione dei donatori Avis, contribuisce in modo significativo al raggiungimento dell’autosufficienza italiana, che copre circa il 70% del fabbisogno nazionale di plasmaderivati.
La donazione di plasma avviene attraverso una procedura chiamata plasmaferesi.
Durante la donazione, il sangue viene prelevato e separato in modo automatico: il plasma viene raccolto, mentre globuli rossi e piastrine vengono reinfusi al donatore.
Durata e frequenza
- La procedura dura circa 45-60 minuti.
- È possibile donare plasma ogni 14 giorni, ma per un massimo di 12 litri all’anno.
Requisiti principali
- Età: tra 18 e 65 anni (valutabile fino a 70 su giudizio medico).
- Peso minimo: 50 kg.
- Buono stato di salute e idoneità accertata dal medico dell’Avis.
Ogni sacca di plasma viene identificata con un codice univoco e sottoposta a test di sicurezza per garantire la massima qualità del prodotto.
Dalla donazione al rilascio dei farmaci plasmaderivati trascorrono mediamente 8-12 mesi, durante i quali vengono eseguiti controlli di purezza, inattivazione virale e conformità ai protocolli europei.