Il dott. Paolo Tarlazzi è oggi il direttore sanitario del Presidio Ospedaliero di Lugo – AUSL della Romagna e ci ha parlato con orgoglio dell’ormai consolidata relazione di fiducia con AVIS e di come sia fondamentale il rispetto degli obiettivi comuni e la professionalità di chi vi opera.
La sua relazione con il mondo della donazione ha però una storia più longeva. Tarlazzi ricorda come nei primi anni del 2000, lavorando come medico  dell’ASL di Ravenna insieme ai colleghi infermieri, ha potuto conoscere e apprezzare una realtà piena di passione e collaborazione tra staff medico, volontari e donatori.

Come
vengono gestite le donazioni nel Presidio Ospedaliero di Lugo?
I nostri rapporti con AVIS sono mediati e declinati da una convenzione che viene rinnovata periodicamente in cui noi, a fronte di una disponibilità di spazi, concediamo i locali adeguati e poi l’Associazione organizza in autonomia ogni sua specifica attività.
Certamente l’area ospedaliera di Lugo è il valore aggiunto per i donatori, hanno infatti a loro disposizione tutte le competenze, le risorse professionali e strutturali e a fronte di qualsiasi necessità, hanno la garanzia di ricevere intervento e supporto immediato.
La nostra collaborazione con AVIS è solida, non ci sono mai state problematiche di alcun tipo, c’è sempre stata la piena condivisione degli obiettivi e delle modalità con cui raggiungerli.
Proprio per questo e per un maggiore agio nello svolgimento di queste attività, abbiamo proposto all’Associazione di dotarsi di nuovi spazi, più ampi rispetto a quelli attuali. Ora stiamo procedendo in totale accordo per la ristrutturazione e messa in attività della nuova sede, che sarà operativa dal 2023.

Qual è il ruolo della donazione e dei volontari dell’associazione AVIS nel contesto sanitario di Lugo?
Il punto di raccolta di Lugo è operativamente molto attivo e importante, e a breve avrà anche le risorse adatte per aumentare la sua potenzialità recettiva, grazie ai confortevoli spazi della nuova sede. L’importanza di AVIS è di essere sistematicamente in contatto con tutti i punti di raccolta del territorio e di essere al centro di una rete virtuosa. Il distretto di Lugo non lavora in modo autonomo ed esclusivo, ma tutto quello che viene raccolto tra plasma e componenti ematici, viene inserito all’interno del sistema Romagna dove viene utilizzato a seconda delle necessità.
AVIS rappresenta un punto di eccellenza particolarmente avanzato in cui veramente il cuore della sua attività è il fare rete e il gioco di squadra, grazie alla distribuzione capillare delle risorse dove c’è più bisogno e a seconda delle necessità nella zona territoriale della Romagna.

Q
ual è il fabbisogno di trasfusione dell’ospedale nel corso dell’anno e per quali tipi di interventi in particolare?
Il sangue e gli emocomponenti raccolti da AVIS vengono smistati dal reparto di medicina trasfusionale che li può conservare nelle sue banche del sangue o distribuirli nei vari ospedali in base alle richieste. Nel presidio ospedaliero di Lugo, essendo un ospedale distrettuale e non polispecialistico, non vengono eseguiti interventi chirurgici che necessitano di ingenti quantità di sangue; alcuni casi, dove la quantità richiesta è maggiore, possono essere quelli ortopedici o di chirurgia generale ma in linea di massima non abbiamo lo stesso bisogno di sangue per operazioni, ad esempio vascolari, che si possono effettuare all’ospedale di Ravenna.